Il rapporto tra il medico (o il professionista della salute) e il paziente

La relazione di cura non può prescindere dal rapporto che si instaura tra il professionista e il paziente.
Si tratta di un’ interazione di fiducia e affidamento da parte del cliente e di accoglienza e umanità oltre che professionalità da parte del medico.
II medico dedica tempo alla conoscenza del paziente in modo responsabile e rispettoso, scevro da pregiudizi. Egli è consapevole che si relaziona con una persona sofferente, dal punto di vista fisico o psicologico o spirituale, e che questa sofferenza ha ripercussioni sulla vita di tutti i giorni, di relazione o lavorativa dell'altro. 
Compito del medico è mettere a frutto studi e conoscenze per alleviare il dolore della persona che gli si rivolge ed è importante che lo faccia riconoscendole dignità.
Queste sono le premesse per instaurare un' alleanza terapeutica dove il medico e il paziente collaborano nel processo di guarigione.
I professionisti che ricevono presso gli Studi Medici San Michele operano con consapevolezza e rispetto dell'etica professionale.

Artrite e artrosi, patologie spesso confuse

Artrite e artrosi, patologie spesso confuse

Artrite e artrosi sono due patologie completamente differenti, sia per la loro natura che per il loro manifestarsi. Anche se spesso vengono confuse fra loro, la differenza tra artrite e artrosi è netta ed è importante che i pazienti la conoscano. Le due patologie hanno un nome simile e qualche altra cosa in comune e questo può generare confusione. Artrite e artrosi sono entrambe due patologie reumatiche, cioè che colpiscono le articolazioni e possono avere alcuni sintomo in comune, come il dolore, la rigidità e la difficoltà nei movimenti.

A parte questo, artrosi e artrite colpiscono persone diverse, si sviluppano in modo diverso e per cause differenti.

Proviamo a fare un po’ di chiarezza sulla differenza tra artrite e artrosi, vedendo prima cos’è l’artrosi, poi cos’è l’artrite e infine mettendole a confronto.

 

Differenza tra artrite e artrosi: cos’è l’artrosi

L’artrosi è una malattia degenerativa provocata dal logoramento delle articolazioni, con una minima componente infiammatoria. Colpisce la cartilagine articolare e poi, progredendo, anche l’osso sottostante. È una malattia altamente diffusa nella popolazione anziana. La cartilagine è un tessuto non vascolarizzato che riveste gli snodi articolari, li protegge e ne permette lo scorrimento. Pensate al ginocchio per esempio: tra femore e rotula c’è della cartilagine. Se non ci fosse la cartilagine ci sarebbe attrito tra femore e rotula. Ed è proprio questo che succede con l’artrosi.

Un po’ alla volta la cartilagine si consuma, finché le due estremità ossee arrivano a toccarsi. Toccandosi fra loro l’osso inizia a deformarsi. Quando si arriva a questo punto si parla di artrosi deformante. La deformazione dell’osso in questo caso provoca dolore e difficoltà nei movimenti, ma non arriva allo stesso livello di deformazione dell’artrite. Trattandosi di una patologia degenerativa l’artrosi tende a presentarsi con l’avanzare dell’età. Genericamente possiamo dire che inizia a comparire dopo i 50 anni. Le articolazioni più facilmente colpite da artrosi sono quelle più sottoposte a carico. Sono quindi la colonna vertebrale, soprattutto al livello cervicale e lombare, il ginocchio e l’anca. L’artrosi dell’anca è in genere la più invalidante. Quando l’artrosi colpisce più articolazioni contemporaneamente si parla di poliartosi.

 

Differenza tra artrite e artrosi: cos’è l’artrite

 

L’artrite è una patologia infiammatoria con una maggiore rapidità di evoluzione e di danno alle articolazioni. Inizia dalla membrana sinoviale, che è una membrana “a forma di uovo” che riveste l’articolazione.  La membrana sinoviale sta fra l’osso e la cartilagine e protegge il liquido sinoviale che serve a lubrificare l’articolazione.

L’artrite è una malattia autoimmune, cioè si presenta perché c’è una qualche alterazione del sistema immunitario e può colpire qualsiasi soggetto, indipendentemente dall’età. I pazienti più colpiti da artrosi hanno un’età compresa fra i 30 e i 60 anni, ma è possibile che colpisca anche i più giovani. Esiste infatti l’artrite reumatoide giovanile. L’artrite reumatoide è solo uno dei tanti tipi di artrite.

L’artrite colpisce soprattutto e più facilmente le piccole articolazioni, quelle della mano e del piede. Le forme più aggressive possono arrivare a deformare l’osso fino ad impedire anche movimenti quotidiani.

 

Artrite e artrosi messe a confronto

Per capire ancora meglio la differenza tra artrosi e artrite proviamo adesso a metterle a confronto. L’artrosi è degenerativa, l’artrite è autoimmune. Quindi una si presenta con l’età mentre l’altra non ha a che fare con l’invecchiamento. Ancora, l’artrosi corrisponde al consumarsi della cartilagine, l’artrite all’infiammazione di una membrana. Entrambe possono portare alla deformazione ossea ma in modi e gradi diversi.

L’artrosi è molto più diffusa e comune dell’artrite, rappresenta infatti più del 70% delle forme reumatiche.

Anche il manifestarsi delle due patologie è differente, anche se c’è una vaga somiglianza nei sintomi. L’artrosi si manifesta con un dolore che compare quando si usa l’articolazione. La sensazione di rigidità che si prova è modesta e dura in genere pochi minuti. L’artrosi si riconosce anche da alcuni rumori che fa a volte l’articolazione, che sembra quasi scricchiolare. Con il riposo l’artrosi migliora.

L’artrite invece si comporta nella maniera opposta. Il dolore compare soprattutto a riposo, più frequentemente la notte. Diminuisce invece con il movimento. La sensazione di rigidità dura solitamente oltre i 30 minuti. Compaiono inoltre gonfiore e arrossamento dell’articolazione interessata.

Può accadere a volte che l’artrite porti all’artrosi. Artrite e artrosi sono, come abbiamo detto, due patologie differenti ma l’una può causare l’altra. Il processo infiammatorio dell’artrite può spegnersi, ma lasciare danni sulla cartilagine. Questi danni renderanno più propensa la cartilagine a consumarsi e si avrà quindi l’artrosi.

 

Come si cura l’artrosi

L’artrosi non si può esattamente guarire, ma si può curare. O meglio, solo in alcuni casi di artrosi dell’anca o del ginocchio la patologia viene risolta con l’intervento chirurgico e l’impianto di una protesi.

Quando l’intervento chirurgico non è necessario o non è fattibile ci sono comunque altri approcci per migliorare i sintomi dell’artrosi. Ci possono essere per esempio delle raccomandazioni da seguire, come la perdita di peso, l’utilizzo di calzature adatte o di presidi di deambulazione (il bastone per esempio).

In altri casi possono essere utili alcuni farmaci o delle infiltrazioni che facilitano la lubrificazione dell’articolazione togliendo il dolore.

Anche la fisioterapia può fare molto in caso di artrosi. Alcune terapie strumentali come Tecarterapia, Laserterapia, Ipertermia e Magnetoterapia aiutano a togliere il dolore. Si può poi lavorare al rafforzamento muscolare per dare un supporto all’articolazione e renderla più forte. Far lavorare in modo più corretto l’articolazione serve a migliorare i sintomi presenti e a rallentare “l’evoluzione dell’usura”.

Tutto questo permette di raggiungere una migliore qualità di vita, anche con l’artrosi.

 

Come si cura l’artrite

La cura dell’artrite ha qualcosa in comune con quella dell’artrosi. Innanzitutto è importante intervenire presto, e solitamente lo specialista affida una terapia farmacologica per bloccare o rallentare la deformazione ossea e le conseguenti limitazioni. Insieme ai farmaci di solito si consiglia (come per l’artrosi) di prestare attenzione al peso, di seguire una dieta sana e di lavorare al rinforzo muscolare, senza sovraccaricare le articolazioni, anzi risparmiandole.

La fisioterapia in caso di artrite interviene proprio e soprattutto per il rinforzo ed il riequilibrio muscolare, che contribuisce ad amplificare gli effetti positivi delle altre terapie seguite. Inoltre anche in questo caso si può intervenire per controllare il dolore e l’infiammazione con la Tecarterapia e la Laserterapia.

La chirurgia è sempre considerata come l’ultimo approccio curativo da proporre. Tuttavia a volte è indicato in caso di artrite per sostituire l’articolazione con una protesi se l’evoluzione della patologia è troppo avanzata per le terapie conservative.

 

Il nostro consiglio

Il consiglio che possiamo aggiungere è quello di evitare sempre di fare auto-diagnosi e rivolgersi ad uno specialista per individuare la patologia e il grado di avanzamento di essa. Spesso purtroppo, la cattiva informazione crea più allarmismi del dovuto.

 

Che cos’è la visita ortopedica per l’artrosi?

La visita ortopedica per l’artrosi è l’esame medico fondamentale ad accertare o escludere la presenza di questa patologia. È consigliabile rivolgersi ad un ortopedico non appena si manifestano i primi sintomi, come dolore a livello dell’inguine, del ginocchio e dell’anca.

A che cosa serve la visita ortopedica per l’artrosi?

La visita ortopedica per l’artrosi è molto importante per evidenziare la presenza di questa patologia: una condizione che porta a una degenerazione della cartilagine dell’articolazione coxo-femorale, un tessuto soffice e liscio che consente alle ossa di scorrere l’una contro l’altra senza generare attriti, agendo come una sorta di cuscinetto.

L’artrosi all’anca si presenta maggiormente dopo i 50 anni, ma che può comparire anche in giovane età, e se non diagnosticata per tempo, può progredire fino alla completa distruzione della cartilagine, con conseguente sfregamento – e quindi consumazione e deformazione – delle ossa presenti nell’articolazione. La visita è indispensabile per accertare il grado di problematica e valutare se sia necessaria una protesi.

Come si svolge la visita ortopedica per l’artrosi?

Durante la visita ortopedica per l’artrosi, lo specialista raccoglie le informazioni sullo stato di salute del paziente, sulla sua storia clinica e personale, analizzando eventuali analisi già condotte in precedenza sull’articolazione. Successivamente, eseguirà un esame obiettivo, necessario a valutare le possibilità di movimento e la forza muscolare.

Al termine della visita, l’ortopedico può prescrivere un esame radiografico.

Sono previste norme di preparazione?

Non è prevista alcuna norma di preparazione per la visita. Il paziente dovrà portare con sé i referti di eventuali indagini strumentali prescritte dall’ortopedico al termine della visita precedente o condotte in passato (ad esempio recenti radiografie).

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Prenota la tua visita ortopedica!

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Naturopata Fulvia Sara Montali

Siamo orgogliosi di comunicare che la nostra naturopata Fulvia Sara Montali è stata selezionata per far parte della rete di naturopatia IppocrateOrg che oggi 13 Settembre 2023 prende ufficialmente avvio. Il naturopata considera primario l’aspetto della prevenzione della malattia. Non applica quindi con il cliente un protocollo ma una risposta personalizzata. Ogni persona viene guidata nell’ascolto del proprio corpo e delle proprie emozioni, il primo passo per mantenersi sani o primo passo in caso di malattia. La rete permette al professionista di dialogare con medici, psicologi e altri terapeuti per dare una risposta completa al cliente. Nel sito internet IppocrateOrg.org è possibile fin d’ora prenotare un consulto. https://ippocrateorg.org/rete-di-naturopatia-di-ippocrateorg-prenotazioni/

 

Diamo il benvenuto al Dott. Frank L. Dini, Cardiologo!!

Specialista in Cardiologia e Farmacologia
Professore a.c. Scuola di Specializzazione in Cardiologia Università di Pisa
Certificazione Europea in Ecocardiografia Trans toracica
Research Fellow Umea University, Svezia
Editor Cardiology Research and Practice
Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Pisa e specializzato nella stessa Università in Malattie dell’Apparato Cardiovascolare e Farmacologia.È stato professore a. c. presso la Scuola di Specializzazione in Cardiologia dell’Università di Pisa, dove ha tenuto corsi su scompenso cardiaco (anno accademico 2017-18), ecocardiografia basale e da stress(anno accademico 2018-19), farmacologia cardiovascolare (anno accademico 2019-20).
È membro del Direttivo del Gruppo di Studio Scompenso del Cuore Destro e Sinistro della Sociètà Italiana di Cardiologia. È stato segretario della sezione tosco-umbra della Sociètà Italiana di Cardiologia. È stato membro del direttivo della Società Italiana di Ecografia Cardiovascolare.
Fino al 2020 ha svolto attività di dirigente medico cardiologo ospedaliero presso l’UO di Cardiologia 1 e 2 dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana.
È stato responsabile dell’Ambulatorio Scompenso Cardiaco dal 2011 al 2020. Ha eseguito inoltre follow-up di pazienti scompensati fino al trapianto di cuore.Come attività diagnostica si è occupato principalmente di elettrocardiografia basale e da sforzo, di ecocardiografia basale, da stress e trans esofagea eseguendo valutazione su pazienti affetti da scompenso cardiaco, cardiopatia coronarica, valvulopatie ed aritmici. Nel 2013è stato il primo a proporre il test combinato eco cardio polmonare nella pratica clinica.

Ha collaborato con centri cardiologici di perfezionamento in Italia e all’estero ed è Research Fellow presso l’Heart Center dell’Università di Umea in Svezia.
È autore di oltre 150 articoli scientifici su riviste indicizzate da PUBMED e del libro di testo Fisiologia Clinica dell’Apparato Cardiovascolare.
Numerosi studi originali sono state pubblicati su qualificate riviste di cardiologia, inclusi Journal of the American College of Cardiology, Circulation Cardiovascular Imaging, American Journal of Cardiology, American Heart Journal, Heart, European Journal of Heart Failure, Journal of the American Society of Echocardiography, European Journal of Cardiovascular Imaging.

 

 

Ecografia delle anche (neonatale)

Che cos’è l’ecografia delle anche (neonatale)?

L’ecografia delle anche (neonatale) è un esame effettuato utilizzando ultrasuoni (utilizza la stessa tecnica con cui il piccolo viene visualizzato quando è ancora nell’utero materno) che permette lo studio della morfologia delle anche del neonato.

A che cosa serve l’ecografia delle anche (neonatale)?

L’ecografia delle anche (neonatale) fa parte dello screening neonatale ed è fortemente consigliata sia ai maschi sia alle femmine e va eseguita, solitamente, entro i primi 2-3 mesi di vita (entro i primi 45 giorni in presenza di fattori di rischio), quando le anche non sono ancora particolarmente ossificate.

Questo esame permette di visualizzare i rapporti articolari e la maturità dell’anca neonatale, consentendo così di diagnosticare precocemente anomalie come lussazione o displasia dell’anca.

Per displasia dell’anca si intende un difetto congenito, il quale può provocare la fuoriuscita della testa del femore dalla propria locazione originale. In caso questo non si verificasse, in ogni caso si andrebbe a generare con il tempo un rapporto incongruo dell’articolazione dell’anca.

Tali difetti, se non trattati in modo precoce e adeguatamente, potrebbero compromettere la deambulazione futura del neonato.

A cosa è dovuta la displasia dell’anca neonatale?

La displasia dell’anca neonatale può avere origine genetica oppure può derivare da un problema di posizione del feto nell’utero materno. Questo si viene a verificare quando il bambino è più grande della norma o quando c’è poco liquido amniotico.

Sono previste norme di preparazione?

L’ecografia delle anche (neonatale) non prevede nessuna preparazione specifica.

Come si svolge l’ecografia delle anche (neonatale)?

Per eseguire l’esame, il neonato viene posizionato sul fianco con l’aiuto dei genitori. Il medico fa scorrere delicatamente la sonda ecografica, ricoperta di gel, sulle anche del piccolo per acquisire le immagini in tempo reale su uno schermo.

È un esame doloroso o pericoloso?

Si tratta di un esame del tutto innocuo per il neonato e ben tollerato dallo stesso, in quanto è un esame di rapida e facile esecuzione, privo di controindicazioni, della durata di pochi minuti per anca.

Il Dottor Paolo Turini esegue l’ecografia delle anche (neonatale) presso gli Studi Medici San Michele.

Prendi appuntamento per il Tuo neonato al n. 0508068201 (anche Whatsapp)!

Benvenuta Sig.ra Lucia Errico, Estetista oncologica!

Diamo il benvenuto alla Sig.ra Lucia Errico, Estetista oncologica!!

 

L’ estetista oncologica é una figura specializzata in grade di valutare le tossicità cutanee di chemio e radioterapia e di applicare protocolli estetici mirati.
Questi protocolli sono stati messi a punto dalla stretta collaborazione di oncologi, chirurghi plastici, fisioterapisti e docenti specializzati in cosmetologia.
La qualità della vita di un paziente oncologico, grazie a trattamenti estetici adeguati, migliora dimezzando Io stress emotivo.
Un aiuto in più per affrontare con serenità i cambiamenti estetici dovuti agli effetti collaterali dei farmaci durante il percorso terapeutico.